Sistema Museale di Ateneo

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Storia

Visita

Ingresso gratuito

Apertura al pubblico
Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì su prenotazione (contattando il personale al numero 0382 986308 o via mail a museo@unipv.it).

Orari di apertura:
Lunedi-Giovedi:
9.00-12.30 |14.30- 17.00
Venerdi: 9.00-12.00

Per orari di apertura Sabato e altri eventi consultare il calendario online

Prenotazioni e Visite Guidate
Tel. 0382.986308, per un massimo di 20 persone

Contatti e Indirizzi

Sede espositiva:

Piazza Botta, 9 - 27100 Pavia
Tel. +39.0382.986297
e-mail: museo (at) unipv.it

Allegati e links

 


Lazzaro Spallanzani

“Spallanzani era piuttosto alto che basso di statura, secco e slanciato, aveva portamento nobile e fiero, (taluno lo assomigliò a Farinata degli Uberti e a Pier Capponi) la fronte alta, gli occhi neri ed espressivi, il colorito bruno, il temperamento robusto. La sua voce era armoniosa, i suoi gesti vivaci, la sua conversazione assai gradevole, nello stesso tempo era dotta e gioviale e da ognuno bramata, anche perché, oltre tutto, Spallanzani possedeva un gusto artistico eccellente ed un arguzia inesauribile della migliore lega. Aveva un carattere impulsivo e, talvolta, oltre il segno; non era orgoglioso, ma del proprio valore sempre cosciente…” (De Brignoli, 1835).

Lazzaro Spallanzani (1729-1799), considerato il padre della biologia sperimentale, fu un grande fisiologo. La sua attività si rivolse a quattro grandi capitoli della fisiologia: generazione, circolazione, digestione e respirazione. Nel 1771 osservò per primo il moto del sangue nei capillari degli animali a sangue caldo e studiò la sistole cardiaca. Provò con esperienze che la respirazione avviene all’interno dei tessuti; verificò che i pesci respirano con le branchie e accertò la respirazione cutanea degli anfibi. Con il metodo sperimentale Spallanzani mostrò pure che la digestione è in fondo è un fenomeno prevalentemente chimico. È ancora Spallanzani che sollevò il velo sul mistero della generazione con le sue ricerche sulla fecondazione artificiale completandole con gli studi sulla rigenerazione.

Tra i suoi molteplici interessi si occupò anche di geologia, mineralogia, chimica e fisica ed ebbe una grande preparazione letteraria. Ai temi di natura generale da lui affrontati, si affianca una ampia produzione di ricerche e osservazioni, squisitamente zoologiche, botaniche e antropologiche. Sue le esperienze sul “sesto senso” dei pipistrelli, sulla migrazione delle rondini e delle anguille.

I suoi numerosi viaggi furono l’occasione per studiare di volta in volta la fauna, per dedicarsi alle analisi geologiche e mineralogiche, geochimiche e fisiche e ai fenomeni vulcanici, non disdegnando note di carattere etnologico ed etnografico.

Si dedicò inoltre alla morfologia e fisiologia delle varie parti delle piante e alla respirazione dei vegetali. Dell’uomo studiò i sensi e lo sviluppo, la storia dell’individuo e della specie umana.


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