Sistema Museale di Ateneo

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Storia

Visita

Ingresso gratuito

Apertura al pubblico
Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì su prenotazione (contattando il personale al numero 0382 986308 o via mail a museo@unipv.it).

Orari di apertura:
Lunedi-Giovedi:
9.00-12.30 |14.30- 17.00
Venerdi: 9.00-12.00

Per orari di apertura Sabato e altri eventi consultare il calendario online

Prenotazioni e Visite Guidate
Tel. 0382.986308, per un massimo di 20 persone

Contatti e Indirizzi

Sede espositiva:

Piazza Botta, 9 - 27100 Pavia
Tel. +39.0382.986297
e-mail: museo (at) unipv.it

Allegati e links

 


Palazzo Botta

Edificato nel 1702 dal marchese Luigi Botta, fu una delle più eleganti dimore cittadine e, come scriveva Luigi Malaspina nella sua guida di Pavia del 1819, “destinata all’alloggio de’ Principi”.

Ospitò, oltre a Napoleone Bonaparte, Francesco I d’Austria, l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, il maresciallo Joseph Radetzky, Vittorio Emanuele II di Savoia.

L’attuale edificio è il frutto dell’adattamento a istituti universitari quando, nel 1885, l’intero complesso fu ceduto dai marchesi Cusani, discendenti dei Botta, al demanio dello Stato e all’Università di Pavia. La facciata su piazza Botta, di gusto neoclassico, risale al 1892 ed è frutto dei lavori dell’ing. Leopoldo Mansueti. Progettata con otto colonne sporgenti, mostra interessanti metope che recano scolpiti simboli e soggetti riferibili alle scienze biologiche. All’interno, profondamente rimaneggiato per le nuove destinazioni d’uso, si sono conservate alcune testimonianze degli sfarzi settecenteschi con stucchi e affreschi che decorano le stanze del piano nobile. Il vero gioiello del palazzo è ancora oggi la “Stanza di Napoleone” che ospitò il Bonaparte con la consorte Giuseppina in visita a Pavia nel 1805. Oltre agli aggraziati affreschi della volta e agli stucchi rococò, della camera si mantengono il camino marmoreo recante lo stemma dei Botta Adorno, la cortina ad arco che separava l’alcova e le porte ad anta unica dipinte con figure simboliche. Ancora visibili gli affreschi nella Sala ricevimento con episodi riguardanti il marchese Antoniotto Botta Adorno (1696-1774) militare e ministro plenipotenziario imperiale alla corte di Prussia e poi di Russia. Fu in seguito governatore delle Fiandre Imperiali. L’affresco centrale ricorda che Antoniotto trattò e concluse il matrimonio della principessa (Anna) Elisabetta Mecklenburg-Schwerin, in seguito Granduchessa reggente di Russia, col principe Antonio Ulrico di Wolfenbüttel nipote dell’imperatore Carlo VI. Nel Settecento il salotto di palazzo Botta svolgeva una funzione importante nell’attivazione di rapporti sociali e culturali in Pavia. Lazzaro Spallanzani frequentava il salotto avendo rapporti con la marchesina Botta (forse Clementina Arconati). Le sue lettere dal viaggio a Costantinopoli erano state lettere pubblicamente nella casa del marchese Botta.

Dotato originariamente di un delizioso parco via via occupato dalla crescita delle strutture universitarie, oggi l’edificio presenta nei resti del giardino retrostante l’acquario realizzato nel 1913 su iniziativa di Camillo Golgi e su progetto dell’arch. Giuseppe Bergomi (1877-1934), con vasche e incubatori per lo studio degli animali acquatici.

 

 

 

 

 

 

 


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